Esistono già da qualche tempo, ma sono alcuni degli startup più promettenti nel selvaggio west rappresentato dal mercato americano dei servizi in mobilità. Si chiamano Whrrl, Brightkite e Loopt e rappresentano l’ultima frontiera del social networking, quella che ti porti sempre in tasca.
Come abbiamo già accennato, alla base di tutto c’è un meccanismo semplice ma dalle grandi potenzialità: il location sharing.
Bastano uno smartphone dotato di gps integrato ed una connessione mobile ad internet e si è pronti per connettersi con i propri amici, comunicargli dove ci si trova ed essere avvisati quando sono nei paraggi, inviare foto e commenti verso i social network tradizionali e visitare luoghi o eventi consigliati nelle vicinanze. “The people you know, the places they go”, recita il motto di Whrrl, mentre Loopt trasforma il tuo telefonino in un “social compass”, un vero e proprio strumento di orientamento socializzante sempre aggiornato e in linea con un mondo circostante fatto di persone che si scambiano esperienze, consigli o semplici saluti.
Nel giorno in cui l’iPhone 3G debutta sul mercato mondiale, tutti e tre i network rendono disponibili le loro
applicazioni per il nuovo terminale di Apple nello store dedicato (ma tutti girano su Blackberry e su moltissimi altri telefoni). Facile prevedere un’impennata di popolarità, una sempre maggiore diffusione e l’inizio di una dura lotta per prendere il sopravvento sui rivali. Molto dipenderà, come sempre in questi casi, dalla quantità di persone che adotteranno una soluzione piuttosto che un’altra. Ne vedremo delle belle.
Di certo si conferma la tendenza di una convergenza ogni giorno più marcata tra infrastrutture di comunicazione, produttori di terminali mobili e fornitori di servizi, con una rete che consolida ad ogni livello il suo ruolo naturale di tessuto connettivo di elezione per le interazioni sociali.
Difficile prevedere, al momento, quali potranno essere le prospettive di diffusione di realtà analoghe in un mercato culturalmente poco evoluto, sotto il profilo di internet e della comunicazione in mobilità, come quello italiano, in cui gli operatori, impegnati a regalare pacchetti di centinaia di sms per massimizzare il numero di clienti, tardano a proporre tariffe realmente convenienti per un collegamento dati senza reali limiti di traffico e paiono poco impegnati, probabilmente perchè diversamente interessati, a creare i presupposti perchè sviluppatori terze parti ritengano fruttuoso investire nello sviluppo made in italy di servizi a valore aggiunto da veicolare su rete mobile.



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